Inter-Roma, lo specchio dell’anima italiana
4 marzo 2009 alle 20:30 | Pubblicato in In Italia, Politica | 4 commenti
Il calcio, si sa, è il pane quotidiano degli italiani. Potremmo dire anche di più: il calcio, è la vera sostanza stupefacente di alcuni italiani, dall’operaio cassintegrato al libero professionista, dall’edicolante sotto casa al parlamentare di destra o di sinistra, dall’adolescente sognatore al pensionato con le coronarie forate.
Il calcio, si sa, è anche fatto di vincitori e vinti, di vittime sacrificali e capi espiatori. Chi vince diventa inevitabilmente antipatico, chi perde gode del favore popolare e via dicendo, chi giudica viene giudicato da chi tutto può essere al di fuori che un giudice, e il business vola alto sulle speranze e le delusioni dei calciofili.
E’ il gioco, si potrebbe obiettare. Ed è un’obiezione giusta, se si pensa che anch’io nell’ormai defunta era Moggiana sentivo scorrere nel sangue un veleno acidissimo nei confronti di quella squadra che vinceva, eccome se vinceva, con modalità spesso discutibili.
Ma nell’ormai celeberrimo Anno Domini 2009, in cui il vocabolario ormai sembra citare soltanto le parole crisi, recessione, PIL, disoccupazione, cassa integrazione, povertà, ricette, ripresa economica, stupisce che a tre giorni dal rocambolesco quanto discusso 3-3 dello stadio San Siro tra la capolista Inter e l’altalenante Roma, ci sia ancora tutto questo polverone in corso sui presunti errori arbitrali, sulla sudditanza psicologica, sui favoritismi e su tutto quanto calcio non è.
E’ sicuramente storia vecchia e ormai usuale quella secondo cui l’italiano medio porta forte rancore nei confronti di squadre, arbitri, presidenti e giocatori ad essi avversi, e non è certo di questo che mi scandalizzo, pur registrando con desolazione il malcostume tutto italiano di non essere in grado di seppellire in tempi ragionevolmente stretti quell’ascia tanto pesante quanto inutile che si chiama recriminazione.
Lo scandalo subentra nel momento in cui, martedi 3 marzo 2009, si tiene a Palazzo Montecitorio (e non in un baretto del Testaccio o di San Donato Milanese) una riunione del Roma Club Montecitorio nella quale deputati e senatori di fede romanista discutono animatamente con toni da comizio provinciale (con tanto di ovazioni bipartisan) sulla strategia da adottare per presentare un’interrogazione urgente in Parlamento (udite, udite…) per affrontare il problema della correttezza, dell’imparzialità e della giustizia nello sport, con particolare riferimento al calcio, alla serie A…e alla Maggica Roma.
Stupisce ancor di più che a presiedere questo club bizzarro sia nientepopòdimenochè l’onorevole Paolo Cento, un uomo che dopo innumerevoli numeri da politico di mezza tacca, che stesse in maggioranza o all’opposizione non fa differenza, resta attaccato all’ultima poltrona disponibile dopo la maxitranvata alle ultime elezioni politiche.
Certo, è paradossalmente giustificabile una tale iniziativa da parte di chi, come Cento, ha disperatamente bisogno di essere visibile (nonostante la sua stazza orsuta glielo permetta “abbondantemente”), ma diventa curioso capire come i vari Cicchitto, Gasparri e compagni riescano a districarsi tra la conferenza dei capigruppo per decidere su temi quali testamento biologico, decreto anti-crisi, riforma della giustizia e gli incontri del Roma Club Montecitorio i cui toni poco dissentono dalle migliori tribune sportive del vecchio Biscardi, per rasentare coracci da curva nord.

Morale della favola: il calcio ci insegna come l’Italia sia fortemente incapace di decidere, accettare, rinunciare, preferendo in ogni caso cavalcare l’onda, magari mentre la vera onda anomala ci sta portando via anche l’abbigliamento intimo dalle pudenda.
4 commenti »
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Voci e commenti feed.
Il parlamento è lo specchio della mediocrità media dell’italiano e credo che la “Giustizia e l’Imparzialità nello sport” non siano altro che un crudo paradosso della situazione: mi trovi d’accordo, caro Vito. Ormai il calcio è diventato il pantano acquitrinoso in cui specchiarsi e pronunciare a spron battuto la propria onestà e pulizia intellettuale.
Non stupiamoci se molta gente oggi preferisce a Sky lo streaming su internet, e al giornale impegnato – di qualsiasi colore esso sia – il leggero free press che di tutto accenna e di nulla discute. Meglio quindi pensare a ricominciare da zero. Sotto tutti i fronti. Immagini un anno senza Serie A?
Comment by Luigi Ramunni— 4 marzo 2009 #
Magari, caro Luigi. Ho sostenuto fortemente l’ipotesi di un anno senza serie A ai tempi di Calciopoli perché la pulizia da fare non è certo quella degli uomini ma quella delle idee, dei modi e soprattutto dei luoghi comuni.
La politica, poi, inizia a sguazzare nel calcio quando diventa arida di contenuti propri.
E questa è la cosa che più mi preoccupa….
Comment by vitoserri— 4 marzo 2009 #
E’ una palude che lascia sempre sorpresi, il calcio. Personalmente ho smesso di guardare Serie A quando ho capito che non ne valeva la pena…
Comment by Luigi Ramunni— 6 marzo 2009 #
Ciao,segnalo un servizio di Livescore di Calcio molto interessante dove si possono vedere i Risultati di Calcio in Diretta da tutti i Campionati del Mondo il tutto in Tempo reale e con diversi tipi di visualizazzione.
C’è la serie A la serie B e la serie C piu tutti i campionati esteri tra cui la bundesliga,la premier league,la lega francese e spagnola e tanti altri.
Insomma per chi è appassionato di calcio non può perdersi questo servizio,poi se sei anche scommettittore allora direi che non puoi farne a meno.
Volevo fare un saluto alla redazione e complimenti per il servizio,paolo
Comment by Paolo De Luca— 20 marzo 2009 #